mercoledì 16 ottobre 2013

SACHER TORTE DI PACO TORREBLANCA


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La ricetta è tratta dal libro La cocina dulce di Paco Torreblanca
Ho deciso di realizzarla perché la mia amica, Guru, maga dei lievitati Michela, del blog Menta e Rosmarino, mi ha consigliato di farla in quanto deliziosa!

Prima della ricetta volevo darvi un consiglio turistico per un'uscita domenicale.
Recatevi a Narni, un paese in cui il  tempo sembra essersi fermato, tra rocche, castelli, chiese medievali, corse all'anello, cortei storici e i segreti della Narni sotterranea.












Nel 1979 sei ragazzi del gruppo speleologico di Narni, in Umbria, scoprirono sotto i resti di un antico convento domenicano un piccolo passaggio attraverso un muro, coperto di macerie e di rovi.
Da quel giorno, aiutati da altri volontari, cominciarono un'opera di scavo e di ripulitura dei resti murari, fin quando, finalmente, nel 1994 il percorso fu aperto al pubblico con il nome di Narni Sotterranea.
Eliminate definitivamente le infiltrazioni provocate dalla pioggia, il luogo iniziò una nuova vita. Il primo ambiente risultò essere una chiesa del XII-XIII secolo, i cui affreschi erano stati velati da uno spesso strato di calcare depositato dallo stillicidio.
Grazie al contributo del Lions Club, del Comune di Narni e dei tanti visitatori, fu possibile iniziare un lento ma efficace lavoro di restauro. Emersero così dipinti di artisti umbri del pieno medioevo, che avevano raffigurato il Cristo pietoso e sanguinante, i quattro simboli degli Evangelisti, l'incoronazione di Maria e, particolarmente importanti, numerosi ritratti di S. Michele Arcangelo, al quale era dedicata la chiesa, riconsacrata nel 2000.
Adiacente la chiesa si trova un ambiente scavato nella roccia, dove si apre un'antica cisterna romana e si possono ammirare numerose foto dell’acquedotto di Narni del I° secolo d.C., oltre alla fedele riproduzione di alcuni strumenti romani, che accompagnano il turista alla scoperta dell’idraulica antica.
Una piccola porta, dall'aspetto insignificante, trovata murata nel 1979 e riaperta in quell'anno dai sei giovani esploratori, conduce nel luogo più segreto di tutto il complesso monastico.

La "Stanza dei tormenti"
Un lungo corridoio si inoltra in una grande sala, occupata un tempo dalla “Stanza dei tormenti”, così chiamata nei documenti rinvenuti negli archivi vaticani.
Il Santo Uffizio qui ebbe una sua sede dopo il Concilio di Trento.
Prova di ciò si ha anche da un documento del 1726, fortunosamente scampato ai saccheggi napoleonici e post unitari, nel quale si descrive la fuga rocambolesca di un certo Domenico Ciabocchi, ritenuto eretico perché bigamo, che approfittò di una fatale distrazione del vivandiere per prenderlo alle spalle con una corda e strangolarlo.
Su un lato si apre un piccola e bassa porta che permette di accedere in una cella carceraria.
Un numero inverosimile di segni graffiti sulle pareti e sulla bassa volta avvolge chiunque entri là dentro. Non avendo a disposizione carta o inchiostro, per poter raccontare la loro storia, affinché quella sofferenza non si cancellasse con il tempo, i prigionieri, al loro posto, usarono il bianco intonaco ed un coccio appuntito. Nomi, date, simboli, sono giunti fino a noi. Soli, croci, scritte, date, simboli e una scritta a dominio su tutte “SANT’OFIZIO" che avrebbe indicato che quella era la cella dei condannati dal Sant’Uffizio dell’Inquisizione.
La camera accanto alla cella conserva alcuni strumenti di tortura, essere imprigionati qui dentro mentre si sentivano le urla degli interrogati provenire dalle mura, che per quanto spesse, non riuscivano a coprirne il passaggio, dove essere inimmaginabile.

Gli enigmatici graffiti di Giuseppe Andrea Lombardini
Dopo secoli di forzato silenzio le voci dei graffiti hanno riacquistato sonorità, compresa quella del personaggio "chiave" che là sotto trascorse almeno 90 giorni a cavallo tra il 1759 e l'anno successivo. Si tratta di un uomo, Giuseppe Andrea Lombardini. Uno sfortunato gioco del destino ha fatto si che lui stesso, guardia dell'Inquisizione, fu arrestato per aver favorito la fuga di un suo compagno d’armi. Aveva comunque una propria grande fede, che testimoniò riproducendo più volte i monogrammi di Cristo e di sua Madre.
Con il timore di veder cancellati i suoi messaggi di pace, libertà e soprattutto giustizia, li affidò ad un linguaggio simbolico, conosciuto da pochi. Sono quindi visibili segni massonici, alchemici, cabalistici, graffiti secondo un preciso disegno mentale.
Oggi, grazie alle scoperte fatte negli archivi vaticani, al Trinity College Library di Dublino ed in altre città italiane, è stato possibile ricostruire la storia dell’inquisizione di Narni e dei personaggi lì rinchiusi.

La chiesa di Santa Maria Maggiore
La visita si conclude nella maestosa chiesa di Santa Maria Maggiore, oggi San Domenico, trasformata in sala conferenze, che fino al XIII secolo fu la cattedrale di Narni. Proprio in questo edificio è possibile ammirare le recenti scoperte archeologiche, fra le quali uno splendido mosaico bizantino del VI secolo.
Sotto Santa Maria Maggiore è stato da poco dato alla luce un pavimento in mosaico bizantino e altre stanze ad oggi prive di spiegazione relativa ad una loro funzione. Questo a testimonianza della ricchezza archeologica di questa cittadina ancora da scoprire.



Torniamo alle ricetta :-)

Le dosi elencate qui sotto, sono quelle standard, io ho usato mezza dose in più.

Munitevi di:
Un tremometro da cucina
Un anello in acciaio per montaggio torte
Carta acetata o carta forno
Sac a poche
+ 700 gr di confettura di albicocche

Biscotto:
525 gr di albumi
180 gr di zucchero
150 gr di tuorli
105 gr di burro in pomata
420 gr di cioccolato fondente fuso
  • Montate a neve albumi e zucchero
  • Montate i tuorli fino a renderli una spuma gonfia e chiara
  • Incorporate i tuorli agli albumi
  • Mescolate il cioccolato fuso al burro in pomata 
  • Molto delicatamente incorporate il cioccolato alla miscela di albumi e tuorli
  • Con una sac a poche disponete la crema su teglie foderate di carta forno, altezza di circa 1 cm, o, dividete l'impasto in tre parti uguali ed infornatelo in uno stampo per torte.
  • Cuocete in forno a 210° per circa 7 minuti
  • Lasciate freddare





Crema inglese:
60 gr di panna
40 gr di latte
50 gr di zucchero
20 gr di tuorli
  • Scaldate la panna con il latte e metà dello zucchero, fino quasi al bollore
  • Montate i tuorli con metà dello zucchero
  • Aggiungete ai tuorli la metà dei liquidi scaldati, mescolando bene
  • Unite ora la restante parte di liquidi e rimettete sul fuoco portano fino ad 85°.
Mousse al cioccolato
170 gr di crema inglese
110 gr di cioccolato fondente
220 gr di panna montata
1 pizzico di sale maldon
  • Mescolate la crema inglese a 55° con il cioccolato tritato
  • Quando la miscela arriva a 31° incorporate la panna montata e il sale


Montaggio del dolce e glassatura finale
Lo schema seguito per il montaggio è stato questo:




  • Su un vassoio mettete un foglio di carta forno o carta acetata
  • Prendete l'anello per torte e ponetelo sul biscotto, facendo pressione e ottenendo un disco
  • Ripetete per altre due volte, ottenendo quindi tre dischi in tutto, o dividete l'impasto in tre parti versate e infornate in stampi per torta
  • Ora mettere l'anello sulla vassoio e ponete all'interno il primo strato di biscotto
  • Sul biscotto stendete un velo di confettura all'albicocca (circa 350 gr)
  • Fate un altro strato di biscotto
  • Ora strato di mousse 
  • Altro biscotto
  • Confettura all'albicocca
  • Coprite con pellicola e congelate fino a completo indurimento
Glassa al cioccolato di Faggiotto
175 gr di acqua
150 gr di panna
225 gr di zucchero
75 gr di cacao amaro
8 gr di colla di pesce 
  • Fate idratare la colla di pesce 
  • In un pentolino unite il cacao, l'acqua, la panna e lo zucchero
  • Sbattete con la frusta e portate fino a 103°
  • Togliete dal fuoco e attendete che i gradi scendano a 70
  • Aggiungete la gelatina amalgamando bene
  • Attendete che la glassa arrivi a 40°
  • Ponete il dolce congelato su una gratella con sotto un recipiente e colateci sopra la glassa
  • La glassa non va ritoccata, la colatura deve essere veloce dal centro verso l'esterno.
  • Mettete il dolce in frigorifero e lasciatelo rassodare almeno 3 ore prima di servire.


 
 


sabato 31 agosto 2013

BISCOTTO CON STAMPA DI CIOCCOLATO PER LA MIA AMICA CLAUDIA





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Un saluto ad un'amica speciale, non un addio, ma un arrivederci, a Milano, in Perù, o, dove la vita porterà il suo grande talento di illustratrice.
Il destino è una grande intricata matassa in cui si aggrovigliano assieme eventi più o meno piacevoli, un evento piacevole e molto fortunato è stato l'aver trovato lavoro nella Gelateria del Teatro in via dei Coronari, e fortuna nella fortuna, ho avuto il privilegio di conoscere una ragazza simpatica solare e con un cuore grandissimo.
Vive la vita con coraggio, un coraggio che l'ha fatta partire dal Perù in Spagna e a Roma.
Ora ha finito il suo lavoro in gelateria, mi son rattristato, un sorriso ed un energia come la sua, mi davano più carica per affrontare la giornata.
Sono andato a trovarla nella sua casa a Roma e ho scoperto che è anche un'illustratrice!!!
Disegna usando una tecnica mista china ed acquarello, realizzando delle illustrazioni destinate al pubblico bei bambini.
Fa delle illustrazioni bellissime, e pochi giorni fa hanno pubblicato un articolo su di lei nel giornale "El Pais", su 1500 artisti nel mondo è giunta tra i primi 40. (E' un mito!)


Riporto i link dei suoi blog perché meritano una visita!
Un altro suo grande dono è l'umiltà, consapevole che nella vita non si smette mai di apprendere, domenica partirà per Milano, dove seguirà un corso di illustrazione per perfezionarsi.
Ho deciso, per salutarla, di realizzare per lei un biscotto con sopra uno dei suoi lavori, l'originale è 1000 volte migliore del mio!


Ringrazio Rika per aver pubblicato la ricetta dei biscotti con la tecnica di stampa al cioccolato nel suo blog. qui il "link"

Ingredienti: (metto il doppio della dose perche dividere un uovo a metà è un po' difficoltoso XD)

100g di burro in pomata
80g di zucchero
1 uovo sbattuto
260g di farina 00
cioccolato fondente fuso quanto basta.

Mescolare assieme il burro e lo zucchero, unire l'uovo e amalgamare con cura.
Aggiungere la farina ed impastare con le mani fino ad ottenere una palla. far riposare in frigo l'impasto.
Porre della carta da forno sopra l'illustrazione (che deve essere stampata speculare in particolar modo se contiene del testo) da riprodurre e con uno stuzzicadenti intinto nel cioccolato fuso ricalcare l'immagine creando un duplicato di cioccolato.
Far riposare in frigo il ricalco per indurire il cioccolato.


Stendere l'impasto ricavando una mattonella di 1cm di spessore (volendo anche 0.50mm) assicurarsi che si ancora freddo, altrimenti mettere nuovamente la mattonella in frigo.
Poi porre il ricalco sulla mattonella e stampare l'immagine con il mattarello, e togliere la carta da forno.
Se quando togliete la carta vengono via dei pezzi (cioè rimangono sulla carta) allora lasciatela attaccata all'impasto e mettete il tutto in frigo per un po'.  Rifacendo poi la procedura dovrebbe andare a buon fine.

Infornare a 170° a forno già caldo per circa 12-15 minuti.
Attenzione far riposare appena sfornato, perché il cioccolato non è asciutto.


L'illustrazione che ha fatto per me

 Gabriele Claudia ed io... con la mia bella panza

Un piccolo pensiero da parte di Roberto e mia

giovedì 15 agosto 2013

ARANCINI AL NERO DI SEPPIA CON GAMBERI E TRIGLIE



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Buon ferragosto a tutti voi. :-)



Ingredienti:
300 grammi di riso arborio
2 uova
Nero di seppia fresco o in bustine. 1 cucchiaio raso.
3 filetti di triglia
1 scatoletta di gamberi precotti o freschi.
Passata di pomodoro
Prezzemolo
Sale q.b.
Per l'impanatura:
Un uovo sbattuto
Pan grattato
Per la frittura:
Olio di semi di arachide q.b.


Far bollire in una pentola dell'acqua col sale grosso, giunta ad ebollizione mettere il riso e far cuocere secondo le istruzioni della dicitura scritta sulla scatola. Ogni tanto girare e controllare che non si attacchi sul fondo.
Scolare il riso e lasciare raffreddare, evitando così di bruciarsi le mani.
Nel frattempo in una padella, versate poco olio d'oliva, una cipolla tagliata fine e peperoncino, fate rosolare a fuoco lento e poi togliete la cipolla, scottate i gamberetti per 3-5 minuti nell'olio, poi levateli.


Versate nella stessa padella la passata di pomodoro con un po' di sale, fate cuocere un po' il sugo.
Prendete le sacchette di nero di seppia o le bustine, versate la dose di un cucchiaio raso l'interno di una tazzina da caffè, aggiungete mezzo cucchiaino d'acqua tiepida per rendere il nero più liquido, versate il nero nel sugo e girate affinché diventi tutto scuro.





Versate parte del sugo nel riso ( quanto basta per renderlo nero, mantenendolo asciutto e denso non liquido) e girate.


Tagliate a quadratini i filetti di triglia e versateli nel sugo restante con delle foglie di prezzemolo, fate cuocere altri 2-4 minuti a fuoco lento, girando ogni tanto.
In una ciotola capiente versate il riso nero, fate una fossetta al centro e mettere 2 uova intere; sbattete le uova con due pizzichi di sale e girate amalgamando bene il tutto.





Preparate il tavolo con tutti gli ingredienti vicini: il riso nero, gamberetti, le triglie col sugo, una ciotolina con dell'uovo sbattuto, una vaschetta con il pangrattato ed un vassoio.
Prendete un po' di riso e posatelo sul palmo schiacciatelo un po' al centro ricavando una fossetta, versate nel centro un po' di ripieno gamberi e sugo con triglia, prendete un altro po' di riso e ponendolo sull'altro lavoratelo sino a formare una sfera.
Immergete nell'uovo sbattuto, passatela bel pan grattato e poi nel vassoio.
Continuate fino ad esaurimento dell'impasto.


In una padella versate dell'olio di semi accendendo il fuoco a fiamma vivace, mettete un pizzico di pangrattato nell'olio per verificare se e arrivato a temperatura.
Friggete gli arancini fino ad ottenere una crosticina dorata.


Toglieteli dell'olio e ponetelo in un piatto con la carta assorbente...
e...
buon appetito :-).